Prima, durante e dopo il COVID: gli appalti 2019–2023
La pandemia ha sospeso le regole ordinarie degli acquisti pubblici: affidamenti d’urgenza, deroghe, scorte da costruire in giorni. Questa pagina misura cosa è successo davvero — e soprattutto se il mercato è tornato normale quando l’emergenza è finita.
La quota «senza gara», anno per anno
I volumi
E il 2024? Una serie nuova, non confrontabile
Dal 1° gennaio 2024 il nuovo Codice dei contratti (D.Lgs. 36/2023) e le piattaforme di e-procurement certificate (PCP) hanno cambiato cosa finisce nella banca dati ANAC: ora ci entrano anche i micro-acquisti che prima passavano dal circuito SmartCIG, la soglia dell’affidamento diretto per servizi e forniture è salita a 140.000 €, e il flag «urgenza» viene compilato dalle piattaforme con criteri diversi (risulta attivo su circa il 34,9% dei contratti, contro lo 0,3–2,7 % degli anni precedenti — un salto che misura il cambio di modulistica, non un’epidemia di urgenze).
Per questo il 2024 — 272.645 contratti registrati, «senza gara» al 66,9% — non è confrontabile con gli anni precedenti e lo mostriamo separatamente invece di attaccarlo alle curve qui sopra: sarebbe un confronto tra mele e pere. Le analisi correnti del sito (finestra 2023–2025) usano criteri omogenei e non sono toccate da questa avvertenza.
Fonte: ANAC — BDNCP (CC BY 4.0), stessi criteri del resto del sito (committenti sanitari, dedup per CIG, importi validi). Le adesioni a convenzioni non sono escluse da questa serie storica: la definizione è volutamente identica in tutti gli anni per rendere il confronto omogeneo.
